Nella carriera di uno sceneggiatore, capita spesso che i progetti scritti e mai realizzati siano molto più numerosi di quelli realizzati. Capita a volte che alcune idee, alcune scene, per vari motivi, non vengano utilizzate.
Tempo fa scrissi il trattamento (mi correggo: diverse versioni del trattamento, vero, Riccardo?) di un film tratto da “Secondo Occidente”, un racconto contenuto nel libro “Supervita” di Marco Bacci, per la regia di Riccardo Bernasconi (la produzione del film è attualmente in sospeso, ma siate ottimisti: noi lo siamo).
Di questo film mi aveva colpito particolarmente, tra tante scene, una sequenza girata in un museo. L’immagine di un luogo completamente bianco, simile a una scarna scenografia teatrale, con al centro una persona seduta su una poltrona,, mi è rimasta in testa per un bel po’. In realtà avevo in mente qualcosa di ancora più stilizzato, come se i protagonisti fossero sospesi in un foglio bianco.
E così ho scritto una breve sequenza di “Tipologie” ambientata proprio in un “museo” dalle pareti completamente bianche, in cui i protagonisti fissano un unico quadro e sembrano fluttuare nel vuoto: per sottolineare l’atmosfera onirica e “irrisolta”, ho anche chiesto a Mauro di lasciare i disegni a matita, senza ripassarli con la china.
Ma andiamo avanti: nel museo, ad un certo punto, aveva luogo un confronto tra il protagonista e … definiamolo un antagonista (anche se questo implica semplificare parecchio la trama del lungometraggio) che implicava un lungo dialogo di spiegazioni. Come evitare l’infodump e creare una scena visivamente non noiosa? L’espediente a cui avevo pensato era stra-usato: un confronto fisico in parallelo alla discussione. Ma ci trovavamo in un museo…allora avevo proposto di far sì che il tutto si risolvesse in una partita di ping pong, in cui il tavolo da gioco fosse…un quadro. Che detta così suona una stronzata, ma si intonava con il tono surreale di tutto il film. O forse era veramente una stronzata, fatto sta che Riccardo suggerì di fare diversamente, e dato che era il suo film, naturalmente ho accettato, e abbiamo trovato un’altra soluzione che soddisfacesse entrambi.
Ma quella partita di ping-pong (oltre al museo), mi è rimasta in testa. E secondo me era una buona idea. E dato che “Tipologie di un amore fantasma” è il MIO fumetto, e mi serviva un dialogo da “rendere” visivamente con un confronto fisico (ma non nella sequenza del museo), ci troverete, perfettamente integrata nella “(non)trama”, anche una “strana” partita a ping-pong.
Adesso con Riccardo siamo al lavoro su un altro progetto, una commedia.
Continuiamo ad essere ottimisti.
APPROFONDIMENTI:
Supervita sul sito dell’editore Marsilio.
La pagina ufficiale di Riccardo Bernasconi.
La pagina ufficiale di Secondo Occidente.
Il promo di Secondo Occidente (la scena al museo dal secondo 3:24).