“Ciò che lo scrittore esibisce di se stesso […] sono […] i fantasmi che lo assediano, la parte più brutta di se stesso: le sue nostalgie, le sue colpe e i suoi rancori. […] Forse noi scrittori abbiamo semplicemente paura. Ci consideri pure dei codardi, e ci lasci alle nostre private colpe e ai nostri privati fantasmi. Il resto è nuvole.”
ANTONIO TABUCCHI, La frase che segue è falsa. La frase che precede è vera